Mamma & Co


CO-SLEEPING SÌ CO-SLEEPING NO

Uno degli argomenti più interessanti e controversi che riguardano l’arrivo di un bimbo e la nascita di due genitori è sicuramente il cambiamento delle abitudini notturne e il sonno (di tutti!). Perchè non c’è film che non ironizzi sulle notti insonni di mamme e papà stremati da piccoli in delirio che scambiano il giorno con la notte e non ci sono racconti migliori di quelli di neo papà e neo mamme che macinano chilometri su chilometri in macchina che ormai fanno i fari di saluto ai camionisti con il nome scritto sulla targa con le lucine colorate appoggiata al cruscotto!

Ma uno dei maggiori punti interrogativi che i neo-genitori sono “costretti” ad affrontare prima dell’arrivo dei pupi è il DOVE metteranno a fare la nanna i piccolini nei loro primi mesi di vita. Vi troverete ad affrontare parerei contrastanti e schieramenti opposti e rivali peggio che allo stadio: se frequenterete i corsi pre-parto sarete bombardati da messaggi minatori colmi di sensi di colpa se solo vi sarà balenata in testa l’idea di lasciare i cuccioli a dormire nelle loro camerette (genitori snaturati che non siete altro!) o ascolterete i pareri di amiche/amici integerrimi che vi diranno che i loro bambini hanno dormito nella loro camera al buio, da soli, senza cena (perchè sti figli devono crescere autonomi e indipendenti perchè non li vogliono mica viziati i loro figli!) e poi ci saranno gli indecisi che invece avranno fatto un pò e un pò nel rispetto delle esigenze del bambino e di loro stessi e, come sempre, non ci sarà mai un’unica soluzione giusta o sbagliata. Tutto dipenderà da voi! PS: ogni riferimento a cosa o persona è puramente casuale, non arrabbiatevi!

Ho imparato che non esiste il “NO” categorico e che non si può pensare che questi aspetti relativi ai bimbi possano essere incasellati da una parte o dall’altra. Sicuramente partire da un’idea di fondo CONDIVISA e COMUNE potrà aiutare i neo-genitori nei momenti più faticosi.

A tutte le amiche che mi chiedono di raccontar loro la mia esperienza (perchè non sono in grado di dare consigli….!) io raccomando sempre di leggere il libro di Tracy Hogg “Il linguaggio segreto del neonato”. Un libro pratico che ci ha aiutati tantissimo durante quei primi mesi così belli e deliranti. Consiglio di leggerlo per avere almeno un’idea, un’infarinatura di ciò potrà essere davvero, di ciò che bisogna aspettarsi (senza i pizzi e i merlette del web!). Ci sono spunti e “metodi” che possono tornare molto utili quando l’istinto materno non si sarà ancora ben compreso -quell’istinto è per tutti ma essendo nuovo, anche le mamme (e i papà) hanno bisogno di tempo per riconoscerlo, capirlo e farlo proprio!-.

Seguendo, appunto, il metodo di Tracy Hogg abbiamo deciso di far dormire la nostra Anita sin da subito nella sua cameretta, in una culla di paglia ereditata da papà Gianmarco, con le sue belle lenzuola di cotone, il “salsicciotto” di asciugamano per far si che non rotolasse troppo in giro, niente pupazzi per evitare soffocamenti o pericoli inutili e il baby monitor ben posizionato in modo da poterla avere sempre sotto controllo.

Abbiamo fatto questa scelta per diversi motivi:

  • ci piaceva l’idea di ritagliarci dei momenti per noi (momenti, non chissà quanto tempo, solo momenti ma molto preziosi!);
  • sapevamo che saremmo stati da lei in 4/5 secondi se avesse avuto bisogno di noi (perchè non è che se decidi di farla dormire nel suo letto sei un pessimo genitore che non ama i suoi figli!);
  • abbiamo sempre creduto che farle imparare ad essere una personcina unica che poteva (e può tutt’ora ovviamente) contare sempre su di noi ogni volta che ne avesse sentito la necessità, sarebbe stata la cosa migliore per lei.

Sento spesso commenti duri rispetto a chi compie questa scelta. Spesso però non si pensa che, facendo così, il “lavoro” per la mamma (o per il papà ma il più delle volte spetta alle mamme!) è ancora più faticoso: ci si deve alzare dal letto, si deve e bisogna andare dalla pupa in lacrime (giustamente in lacrime!) affrontando sbalzi di temperatura nel cuore della notte, spallate alle porte che anche i rugbisti maori si scanserebbero vedendoci arrivare per non parlare della lucidità mentale che si deve recuperare in tempo zero perchè altrimenti come si fa?!

E allora uno si potrebbe domandare il perchè di questa scelta, le motivazioni che spingono una neo mamma -già stanca- a comportarsi così. Sarebbe davvero più facile, comodo e pratico tenersi il pupo lì di fianco (le famose next-to-me) e, al bisogno, tirar fuori l’asso nella manica (tetta/bibe/ecc) ma credo che compiere questa scelta sia un atto di puro amore nei confronti del proprio figlio che ha bisogno di una mamma e di un papà presenti ma rispettosi del suo essere persona/cucciolo, che sappiano trasmettere al proprio figlio la sicurezza di esserci sempre ad ogni bisogno senza “soffocarli” con la loro presenza costante, che siano disposti a “sacrificare” il loro tempo e spazio in funzione sua.

Nel libro (molto criticato dai più integralisti) ci sono dei dettagli che spesso non vengono presi in considerazione (sempre dagli integralisti) ma che fanno la differenza! Nessuno dice di far piangere i cuccioli, nessuno trasmette messaggi subliminali del tipo ” abbandona le creature che se la deve cavare sin da subito” o cose simili (per me abominevoli e ignoranti ma evidenti segnali di chi quel libro non lo ha letto e che ama criticare così…senza sapere!). E’ proprio il contrario!

I genitori devono (DEVONO DEVONO DEVONO) essere delle figure di sostegno, di forza, di sicurezza per i propri figli. Devono esserci quando i piccolini hanno bisogno e devono (DEVONO DEVONO DEVONO) essere anche in grado di fare un passo indietro quando non servono!

Ovviamente è capitato più di una volta di dormire tutti insieme nel lettone ed è un’esperienza bellissima -nonostante Anita si trasformi nella lancetta dei secondi di un orologio e nonostante non smetta di parlare nemmeno di notte- ma ognuno ha il suo posto, che ama, che lo fa star bene e riposare con serenità senza nessun senso di colpa!

In bocca al lupo e buona notte (si fa per dire!)

Bisous, M.

Annunci