#MOUNTAINLOVERS E D’ESTATE ANCOR DI PIÚ!

Ormai è chiaro: la montagna mi piace più d’estate che d’inverno. E’ vero che appena arriviamo, sopratutto se è Agosto, i primi giorni fatico ad accettare il fatto di non essere con i piedi nella sabbia ma, quando l’aria fresca mi schiarisce le idee tutto prende un’altra luce. Andare al mare, sopratutto coi bimbi, rende le giornate molto semplici: colazione, braccioli e ciao. Spiaggia, bagni, castelli, onde, sabbia, formine, breve pausa pranzo (senza braccioli) e poi di nuovo da capo fino a sera quando i cuccioli, stremati e con il segno dell’abbronzatura sui bicipiti che manco una squadra di magut della val Brembana, crollano in un sonno profondo fino all’indomani. E la cosa si ripete per tutta la permanenza, per gioia infinita di madri e padri che per qualche giorno riescono a godersi brevi momenti di tranquillità, pochi minuti di relax con un occhio aperto e uno chiuso dal lettino.

Ma in montagna…in montagna la storia cambia. In montagna si organizzano passeggiate, si va al parchetto e in bicicletta. C’è da preparare i pic-nic, ci sono gli zaini da portare, le tasche da riempire di ghiande e pigne e bastoncini e, quando “va benissimo”, sassi! E poi gli scarponcini, il cambio completo, i cioccolatini per metà passeggiata che immancabilmente si sciolgono nelle tasche del fortunato, gli strati (perchè se c’è il sole fa caldo ma se c’è coperto si gela). E allora perchè mi piace così tanto? Perchè preferisco l’alta quota alle onde del mare? Perchè in montagna si riesce a staccare davvero. 

C’è il contatto con la natura. Un contatto forte ed importante che aiuta lo sviluppo psicofisico di tutta la famiglia. Ristabilire gli equilibri, educare al rispetto di animali (che non per forza sono orsi e lupi in estinzione ma anche e sopratutto le api, gli insetti, le creaturine che si incontrano sui sentieri!) e tutte le forme di vita nei boschi, stare immersi nel verde a respirare aria buona è veramente rigenerante.

*** mi sento un pò grande puffo quando affronto questo discorso ma è vero, da quando c’è Anita ho un forte senso di responsabilità per il mondo in cui viviamo. E’ probabilmente una forma di protezione nei suoi riguardi***

C’è un modo diverso di stare insieme. Quando siamo in montagna ho questa strana sensazione di unione e vicinanza. Mi sembra che si debba (e si abbia bisogno) di stare insieme ma in autonomia. Ognuno è messo alla prova di fronte ad un suo proprio limite (il raggiungimento di un piccolo/grande traguardo personale) che si riesce a superare solo se supportati dai compagni di viaggio. E basta uno sguardo che ti da quel coraggio in più per tuffarti nel lago, una mano tesa che ti aiuta a superare il sasso del ruscello, una carezza sulla spalla e, ovviamente, un cioccolatino tolto dalla tasca al momento giusto, s’intende! 

In montagna ci si deve far bastare “l’essenziale” e questo è uno degli aspetti che più mi piacciono. In montagna tutto quello che ti serve deve stare in uno zaino che tu ti devi portare sulle spalle. Quindi è proprio tua responsabilità: se carichi troppo, peserà e farai più fatica (e probabilmente ti renderai conto di quante cose inutili siamo soliti portare) mentre se carichi troppo poco, sicuramente ti mancherà qualcosa di davvero importante (e ti renderai conto di quante cose inutili siamo soliti portare). 

E vogliamo parlare dei pasti? Pic nic essenziali che diventano più buoni dei piatti stellati? In montagna ti è permesso mangiare panini tutti i giorni, ad esempio. E non sono come quelli che trangugi in pausa pranzo, in piedi per fare in fretta, senza nemmeno accorgerti degli ingredienti.

I panini nello zaino hanno un qualcosa di magico: sarà il formaggio di montagna, sarà l’aria, sarà la fame che ti viene dopo la passeggiata, sarà la condivisione e la semplicità di alcuni gesti, non lo so. E vogliamo parlare della meraviglia che di solito ci circonda mentre affondiamo le fauci in paninozzi epici (senza nemmeno un filo di senso di colpa perché dai, abbiamo appena fatto sport!) L’unica certezza è che anche mangiare, in montagna, diventa speciale. 

Ultimo, ma non certo per importanza, sono le attività semplici e genuine, quelle che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita, quelle che ci ricordiamo ancora oggi e che speriamo di tramandare ai nostri bambini così che possano trovare sempre, anche nelle piccole cose, qualcosa di magico (“quanti salti hai fatto con il tuo sassolino?”).

Ok, credo di aver reso l’idea del perché la montagna sia diventata la mia meta preferita per l’estate. 

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