VENEZIA COSÍ BELLA IO NON L’HO VISTA MAI!

Viaggiare è da sempre una nostra grande passione. Lo facevamo prima di Anita e continuiamo anche ora. Niente e nessuno ci aveva mai fermati. Niente e nessuno tranne questa maledetta pandemia! Non siamo soliti programmare, non amiamo (ma in realtà non fa proprio parte di noi) organizzare i nostri viaggi: itinerari, programmi, tabelle Excel. Seguiamo per lo più l’istinto, la “pancia”. Spesso, le mete dei nostri viaggi, arrivano nei momenti più inaspettati: dopo un bel documentario di street food in tv, o in seguito alla condivisione di un articolo trovato in rete o anche semplicemente perchè abbiamo un desiderio che da troppo tempo è custodito.

A fine gennaio avevamo prenotato un weekend lungo per la primavera inoltrata a Lisoba, città che avevamo già visto quando eravamo giovani e innamorati (ora siamo giovani e innamoratissimi! J) e che ci aveva stregati con il suo fascino decadente di marinai, sirene, balene e buon cibo! Avevo pure creato una cartella sul desktop LISBOA che conteneva indirizzi e tappe fondamentali…niente. Saltato. Forse il destino ci ha fatto capire che programmare con anticipo non va affatto bene per tipi come noi?! Ad ogni modo, viaggio annullato a data da destinarsi. Pandemia e lockdown terminati. Desiderio di staccare la spina da tutto. Cosa facciamo, Andiamo? Andiamo. In Italia (#estateitaliana): che è bellissima, che dobbiamo aiutare la nostra economia, che non prendiamo aerei perchè un pò di timore lo abbiamo comunque, che c’è poca gente, che quando ci ricapita. Dove andiamo? Epifania: andiamo a Venezia! Mai scelta fu più azzeccata.

A Venezia ci siamo stati poche volte e sempre per brevissimi periodi. Non l’avevo mai apprezzata, non l’avevo mai amata come invece è successo l’ultima volta. Si arriva in treno (molto comodo da Milano con le frecce/italo e meno da Bergamo ma ok) o in auto (Green Park: 5€ al giorno a due fermate da Piazzale Roma oppure parcheggi dopo il ponte ma costi dai 25/26€ al giorno) e poi..via di vaporetti che girano per la laguna con puntualità e costanza tutto il giorno fino a tarda sera e che, con così poca gente, sono perfetti anche per vedere la città proprio dal mare (consiglio caldamente di fare l’abbonamento turistico di 1 o 2 giorni, un gran risparmio!) via di scale, ponti, calli e stradine in cui perdersi (consigliatissimo il marsupio per i più piccini perchè il passeggino potrebbe trasformare le vostre vacanze in un inferno totale!!).

Abbiamo alloggiato in questo splendido albergo di nuova generazione, il Palazzetto Experimental, situato in una zona di Venezia non proprio turistica (e proprio per questo autentica), Dorsoduro, proprio dal lato opposto della Giudecca, altra zona molto interessante! Siamo arrivati lì in tarda mattinata, ci siamo sistemati nella nostra stanza (meravigliosa), abbiamo pranzato e siamo usciti. Subito.

Direzione: piazza San Marco. Vuota. Non c’erano manco i piccioni. Vuota.

Un pò increduli e sgomenti, approfittiamo e entriamo nella Basilica (chiusa parzialmente perchè in fase di ristrutturazione) e saliamo fino alla terrazza dei Cavalli dove la prospettiva si fa ancora più incredibile. Scendiamo da lì e saliamo sul campanile di San Marco (“El parón de casa” come lo chiamano i veneziani) e il fiato si accorcia. Uno spettacolo emozionante, unico, pazzesco. Il tutto senza folla, code, “assembramenti”. Non so se eravamo più stupiti da quel silenzio o dalla bellezza che ci circondava.

Decidiamo quindi di proseguire e ri-scoprire tutta quella zona di Venezia: Ponte dei Sospiri, San Marco, San Zaccaria, Via Garibaldi (unica via di Venezia), Arsenale. Camminiamo con il naso all’insù fino ai Giardini della Biennale (ottimo posto per riposare all’ombra di alberi secolari e dove i bimbi possono giocare nelle aree a loro dedicate: scivoli/ altalene/ giochi) dove avevamo intenzione di fare merenda in un posto super carino La Serra dei Giardini chiuso alcuni giorni della settimana causa “troppa poca gente” in giro. Eh si, perchè se questo aspetto di Venezia vuota a noi è piaciuto tanto, non piace altrettanto a chi lavora con il turismo. Perciò informatevi bene sui giorni di apertura/chiusura dei musei che volete visitare perchè molti sono aperto solo nei weekend!

Ponte dei Sospiri

Rientriamo in hotel per una doccia e usciamo nei paraggi di Dorsoduro in cerca di un posticino carino dove cenare. Avevo ricevuto un sacco di consigli ma in zone un pò lontane da dove alloggiavamo quindi abbiamo seguito l’istinto. E quello non si è affatto smentito: una piccola ma storica trattoria tipica, La Bitta, che offre un buon menu di carne (zero pesce!) e formaggi ma Vegetariani, chiedete e vi sarà dato!!!. Ho assaggiato un piatto di tagliatelle col “rosto” (ragù di arrosto) commoventi!!!

Il secondo giorno è il giorno più lungo che abbiamo a disposizione e non ci facciamo mancare proprio nulla.

Colazione alla pasticceria Tonolo, in Dorsoduro. Una tappa da veri “local”, un bar/pasticceria vecchio stile dove veneziani entrano ed escono ad un ritmo incessante dopo caffè e cornetto al banco. Ottima davvero ma non proprio comodissima coi bimbi (consumazione al banco, niente tavolini!).

Pasticceria Tonolo

Basilica di Santa Maria della Salute, che raggiungiamo con il vaporetto, è imponente e radiosa. Entriamo (perchè Anita vuole entrare inspiegabilmente in tutte le chiese e lasciare un soldino) per poi rimanere seduti sui gradini antistanti l’ingresso a goderci il vento fresco all’ombra della basilica, a disegnare e decidere le tappe della giornata.

Basilica di Santa Maria della Salute

Decidiamo di spostarci verso Rialto, avevo segnato un indirizzo dove acquistare un paio di friulane doc, Pied à Terre!

Pied à terre, venezia

Un giro al mercato (drasticamente ridotto a causa della poca attività post covid ma affascinante come tutti i mercati che amiamo visitare!). Poi altra merenda (in vacanza facciamo merenda e colazione e pausa e ancora colazione sempre!) in un altro storico locale veneziano, Rosa Salva, dove abbiamo spazzolato tramezzini e bignè al cioccolato senza passare dal via!

Mercato di Rialto
Rosa Salva

Abbiamo pure fatto un giro in gondola (che in condizioni di normalità non avremmo nemmeno preso in considerazione!). Ah, i gondolieri di Venezia. Forse sono stati proprio loro a farmi rendere davvero conto di quanto pesanti saranno le conseguenze di quello che è accaduto. Marco, gondoliere da 6 generazioni, ci ha portato tra i canali di una Venezia inedita e sola. Nel suo tono di voce, nelle sue parole di racconti e nozioni e narrazioni (a volte romanzate, per fortuna!) c’era tutta la preoccupazione e malinconia della situazione difficile che la città (e il tutto che gravita attorno a lei) sta passando.

Era la prima volta che salivo su una gondola ed è stato bellissimo. Le tariffe classiche sono di 80 € per 40 minuti ma, in questo periodo, diciamo che sono disposti a qualche sconto. C’è anche l’opzione “gondolone” ovvero una traversata del canale da sponda a sponda che costa circa 2€ (Canal Grande: da Strada Nova a Rialto).

Ghetto Ebraico e Cannaregio: altro giro altra corsa. Camminare ci piace, in questa Venezia che va adagio ancora di più. Siamo arrivati nella zona più citata quando ho chiesto consigli e dritte perchè piena di #posticinicarini dove fermarsi per pranzo/cena indimenticabili. Ovviamente molti erano chiusi (sempre per colpa della poca affluenza) ma non ci siamo persi d’animo. L’ Osteria Al Mariner ci ha stregati: due tavolini sul canale, piatti ricchi e muratori veneziani a fine pasto soddisfatti e felici (non esiste miglior recensione di vedere i “locals” nei ristoranti!) Ma le alternative erano molte: Sulla Luna, Il Paradiso Perduto, Gam Gam Goodies (cucina kosher nel Ghetto Ebraico) e il mitico Al Timon, che però ci ha ospitati la sera per una cena davvero incredibile dopo un altrettanto pazzesco giro su un mini motoscafo/taxi preso in San Marco che ci ha portati a spasso fino all’ora di cena (circa 90/100 € per un giro tra i canali di 50 minuti).

Osteria Al Mariner
Al Timon
Al Timon
Taxi boat

Scuola Grande di San Rocco, nel quartiere di San Polo (dove ci siamo piacevolmente persi!) è un vero capolavoro, un qualcosa di epico dove ti ritrovi circondato da dipinti e opere d’arte senza tempo.

Scuola Grande di San Rocco

E poi si cammina ancora, si passa da Campo Santa Margherita, un posto particolare dove fermarsi a prendere un pò d’ombra, a bere un cicchetto e mangiare due tramezzini in uno dei tanti posticini, dove c’è una libreria splendida, la libreria indipendente Marcopolo, (che c’è anche alla Giudecca!) con una selezione pazzesca che avremmo portato a casa la qualunque, e poi un meritatissimo caffè freddo in riva al mare alle Zattere che non ti sembra nemmeno di essere a Venezia, dove anita ha giocato coi piccioni e noi ci siamo rilassati un momento perchè tutto sicuro e a misura di famiglia.

Giudecca
Chioschetto alle Zattere

Tanti i musei, i posti, i luoghi che non siamo riusciti a vedere tra cui la collezione Peggy Guggenheim, il Palazzo Ducale, la Biennale, il palazzo Fortuny, il Museo di storia Naturale (per i bimbi dicono sia eccezionale), Scala Bovolo, e poi i cicchetti davanti allo squero (dove costruiscono le gondole, da vedere e prenotare visita!) ma ci torneremo, lo so.

Venezia, così magica, ci è entrata proprio nelle vene. Ci ha regalato tre giorni sereni e felici dopo un lungo periodo di pensieri pesanti. La situazione non è affatto semplice e staremo a vedere come evolverà. Io però una #minivacanzina in laguna ve la consiglio con tutto il cuore!

COSE IMPORTANTI DA PORTARE:

  • la crema solare (noi usavamo la 50 di Caudalie!)
  • una bella borraccia termica Bottle 24 (mia prefe forever!) da ricaricare alle fontanelle per le calli veneziane;
  • scarpe o sandali comodissimissimi (perchè si cammina sempre!).
  • Cappellino di paglia/ bandana/ occhiali da sole per bimbi;
  • Antizanzare;
  • Fazzoletto di stoffa milleusi (al posto delle salviettine umide!);
  • Mascherina e gel mani per gli adulti;

COSE IMPORTANTI DA RICORDARE:

  • Venezia è una città/museo: rispettiamola e prendiamocene cura (aka: non sporchiamo!);
  • Venezia è Venezia, quindi probabilmente sarà più cara della tua città (in linea di massima). Non lamentarti. Riformulo: non farti fregare (anche se le trappole per turisti ora sono chiuse quindi non puoi fallire!) ma sii consapevole di dove sei (e non lamentarti sempre);
  • Voglile bene. I veneziani non hanno la fama di essere proprio simpaticissimi (quasi quanto noi bergamaschi) ma non sei tu il problema…sono loro che son fatti così! Goditela, sorridi e vedrai. Chiara mi ha scritto: “Se le vuoi bene, Venezia ti accoglie come una vecchia, gentile e bellissima signora”. Ed è stato così.

Aspetto vostre, un abbraccio.

  1. Bellissimo, bellissimo diario di viaggio! Stiamo arrivando proprio ora a Venezia mio marito ed io e terrò a portata di mano questo splendido itinerario!
    Grazie! Con stima, Sara.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: