MAL COMUNE/ MEZZO GAUDIO – SARA MOSCHINI

Altro giro, altra corsa. Oggi è il turno di Sara, head of fashion di Grazia.it e “amica della modah” da quasi dieci anni (!!!), che mi ha dedicato un pò del suo tempo e ha condiviso pensieri, emozioni e riflessioni di questi mesi strani.

***

MICHELA: Ciao Sarì, come stai? 

SARA: Benino, dai.

M: Come sta andando la tua quarantena? È cambiata nel corso delle settimane? Hai introdotto nuove abitudini o sei rimasta fedele ai vecchi ritmi?

S: Sono a casa dal lavoro in smartworking dal 27 Febbraio e in lockdown dalla settimana dopo per cui ormai ho perso il conto dei giorni. Per una persona amante della casa come me pensavo sarebbe stato abbastanza facile, invece ho fatto davvero fatica ad accettare tutto soprattutto all’inizio. Ora direi che mi sono abituata, cerco di trovare delle piccole gioie quotidiane, che sia un piatto da mangiare che mi piace particolarmente o 10 minuti sul balcone da sola, ma non è facilissimo lo ammetto. In casa siamo in tre e mi manca il minimo di vita privata che avevo prima. I ritmi sono sicuramente cambiati, non c’è più la scuola e sia io che mio marito lavoriamo praticamente full time, per cui cerchiamo di alternarci per prenderci cura del nostro bimbo Dante e insegnargli anche ad essere un minimo indipendente perché mamma e papà ‘ora hanno delle cose da fare’. Ma ha 4 anni e questo concetto è un po’ difficile! J

M: Essere figli/Avere figli: com’è andata la gestione delle preoccupazioni tra essere (una figlia) e avere (una figlia) in questo momento così delicato? 

S: Il mio papà vive nella Marche, io sono in Lombardia e oltre alla preoccupazione per lui (che fortunatamente vive in campagna e non è solo) devo dire che mi manca terribilmente e ho paura che passerà ancora molto tempo prima di poterlo rivedere, ma ci sentiamo tutti i giorni e lo sento tranquillo e questo tranquillizza anche me. Mio figlio invece devo dire che mi ha davvero sorpreso. Ha accettato tutto adattandosi con spirito positivo, entusiasta di stare a casa con noi e di tutte le piccole cose che facciamo assieme. Ovviamente mi preoccupa il fatto che non possa giocare con altri bambini, socializzare e stare all’aria aperta, ma spero che questa situazione si risolverà presto almeno per i bimbi che paiono essere più forti di noi.

M: Abbiamo tutti subito una battuta d’arresto senza precedenti. Il blocco totale ha colpito praticamente chiunque. Come hai affrontato questa situazione dal punto di vista professionale? Hai dovuto cambiare/riadattare qualche aspetto? Come pensi che andranno le cose una volta usciti dall’emergenza?

S: Per lavoro prima ero sempre sui set fotografici, alla ricerca di location, a parlare con brand di moda e clienti. Ora le produzioni si sono fermate e sono tornata a scrivere pezzi di moda e tendenze (come facevo qualche anno fa) e devo dire che la cosa al momento non mi dispiace. Certo mi manca l’azione ma credo fossi arrivata a un punto in cui il lavoro era davvero troppo frenetico. Ora cerco di riflettere e pensare a cosa vorrei fare davvero. La cosa più difficile ovviamente è concentrarsi con un bimbo che vuole giocare con te costantemente per cui spero seriamente che il governo o chi per loro trovino una qualche soluzione per la scuola o un’alternativa anche per l’estate, sia per noi che per i bimbi che non si meritano dei genitori a metà e di essere reclusi con noi.

M: Finalmente anche in Italia, seppur per cause di forza maggiore, è stato sdoganato lo smartworking. Ottima notizia non è vero? Ma com’è lavorare da casa con i bimbi da seguire? Hai dei suggerimenti per riuscire a gestire i tempi? 

S: Mi capitava di lavorare da casa anche prima qualche volta e l’ho sempre trovato super-produttivo. Purtroppo la situazione era ben diversa con i bimbi a scuola. Ora cerco di dare attenzione a mio figlio al mattino, subito dopo la colazione giochiamo un’oretta. Poi sa che papà e mamma devono lavorare allora stampiamo dei disegni da fargli colorare (è in fissa con i Paw Patrol per cui è facile trovare dei temi!) scegliendoli assieme oppure fa i giochini dei giornaletti presi in edicola sul tavolo vicino a noi. Il pomeriggio può guardare un film e abbiamo sdoganato una mezzora di giochini sull’Ipad (fino a prima del lockdown non poteva prenderlo), e stiamo un po’ assieme sul balcone al sole a giocare con le macchinine e fare merenda (mentre noi rispondiamo alle mail dal telefono). Ovviamente spesso le cose nn vanno come da programma ma con i bimbi non si può schedulare tutto e anche noi abbiamo imparato ad essere più morbidi e ad arrenderci a qualche ora di televisione in più se proprio non possiamo farne a meno.

M: Le prospettive al momento non sono rassicuranti, cosa pensi dovrebbe fare il nostro paese per gestire la questione “ripartenza” per quanto riguarda i più piccoli?

S: È una domanda difficile, vorrei sentire delle proposte concrete, alternative decenti al ‘non si riapre punto, arrangiatevi’, per ora sento solo una gran confusione e balbettii inutili. Non ho idea di cosa si potrebbe fare, non è il mio lavoro e non riesco a capire cosa sia sicuro e giusto da fare, ma c’è una task force apposita per Fase 2 e spero che non si dimentichino di ragazzi e bambini come hanno bellamente fatto finora.

M: Tricks che ti hanno “svoltato” la quarantena? 

S: Respirare aria fresca ogni tot, io sono fortunata e vado in balcone, ma anche solo aprire le finestre e cambiare aria può servire, e ascoltare dischi vecchi e nuovi al mattino. Mi fa sentire viva e mi mette di buonumore.

M: Cosa ti manca della vita prima del lockdown? E quello che pensi ti mancherà dopo?

S: Mi mancano le persone e la natura. Dopo mi mancherà la tranquillità di essere fuori e non pensare di essere in pericolo, almeno finché non avremo un vaccino o contagi zero.

M: Messaggio positivo da mamma?

S: Tenete duro!

Grazie Sara. Sei sempre preziosa! ❤

A presto!! M.

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