MAL COMUNE/MEZZO GAUDIO – LUISA BERTOLDO

Il secondo appuntamento con le mamme in quarantena è con Luisa, owner di un brand piccolo piccolo ma estremamente carino, di un’agenzia di comunicazione milanese, mamma di Giovanna e moglie di Francesco. e pure mia amica ormai! J Anche lei alle prese con smartworking e confinamento.

MICHELA: Ciao, come stai? 

LUISA: Ciao Michela, qui tutto bene, sono sulla mia scrivania a scriverti con un bel sole fuori dalla finestra

M: Come sta andando la tua quarantena? È cambiata nel corso delle settimane? Hai introdotto nuove abitudini o sei rimasta fedele ai vecchi ritmi?

L:
Sta andando bene date le circostanze: la dimensione famigliare ne ha giovato, avevamo da tempo (forse da sempre) bisogno di stare tutti noi assieme senza impegni di lavoro o di altro e il clima a casa è veramente rilassato. Non è cambiata tantissimo perché io ho sempre dovuto lavorare e alternarmi con le altre mille cose da fare in casa e da subito ci siamo messi delle regole (come non abusare della tv sia per gli adulti che per i bambini) e felicemente obbligati ad inventare un progetto al giorno, che fosse creare un gioco, disegnare, fare le pulizie, seminare piante o chissà che altro!

M: Essere figli/Avere figli. Com’è andata la gestione delle preoccupazioni tra essere (una figlia) e avere (una figlia) in questo momento così delicato? 

L: I nostri genitori, miei e di Francesco, stanno tutti bene (anche la nonna bis ) e li abbiamo sempre sentiti tranquilli ed organizzati su come affrontare le loro giornate. Ci mancano certo e molto, e ci mancano i fratelli e i nipoti (in questi giorni sono diventata zia ancora una volta) e forse il primo pensiero è su quando potremo andare da loro. Ma ho più preoccupazioni per mia figlia e per tutti i bambini, perché per quanto siano creature molto forti e che sanno reagire in positivo a tutto, penso che questa situazione li stia provando molto e che per loro le relazioni a distanza non siano sufficienti oggi. I bambini richiedono contatto fisico e verbale, necessitano di stare con altri bambini e di imparare da e con loro, che sia a scuola o in un parco. Come genitori ci impegnano a seguirli il più possibile, a giocare con loro, a fargli fare i compiti ma non è solo con noi che devono crescere ma anche con gli altri e sopratutto con gli altri bambini.

M: Abbiamo tutti subito una battuta d’arresto senza precedenti. Il blocco totale ha colpito praticamente chiunque. Come hai affrontato questa situazione dal punto di vista professionale? Hai dovuto cambiare/riadattare qualche aspetto? Come pensi che andranno le cose una volta usciti dall’emergenza?

L: Certo, con il mio studio abbiamo dovuto riorganizzare la modalità di lavoro. Molti nostri clienti stanno subendo perdite importantissime e di conseguenza questo si è riflesso sulla nostra struttura -e per questo aspetto sono molto preoccupata- ma sono preoccupata per l’Italia in generale, perché non so come potremo sostenere un interno paese in cassa integrazione, ad esempio.

M: Finalmente anche in Italia, seppur per cause di forza maggiore, è stato sdoganato lo smartworking. Ottima notizia non è vero? Ma com’è lavorare da casa con i bimbi da seguire? Hai dei suggerimenti per riuscire a gestire i tempi? 

L: Lo smartworking credo sia un approccio valido per alcuni lavori e per alcune persone all’interno di determinate strutture e team, ma non per tutti. Oggi è stato imposto come necessità, la soluzione meno peggio, ma in generale non migliorativa della precedente situazione.
Tutto l’aspetto di condivisione, di brainstorming e creativo ne soffre molto. Penso inoltre che lo smartworking sia positivo se si tratta di lavorare a casa, in momenti in cui la famiglia non è presente! Quello che stiamo vivendo ora è una situazione di convivenza forzata, di smartworking senza via d’uscita: telefonate, email, video chiamate e ore e ore al computer e al telefono e, di fianco, i propri bambini. Si tratta di lavorare e dover seguire determinati processi mentre, in parallelo, si cerca di gestire la casa, di cucinare, di intrattenere i bambini. Questo non si avvicina minimamente al concetto di smartworking: mancano i presupposti per far star bene bimbi e genitori lavoratori.


M: Le prospettive al momento non sono rassicuranti, cosa pensi dovrebbe fare il nostro paese per gestire la questione “ripartenza” per quanto riguarda i più piccoli?
L: Qui introduci un tema  in cui si arriva di conseguenza dopo quello che ho appena detto. Per quanto riguarda i liberi professionisti, titolari di strutture ecc., come sempre in Italia, non c’è un granché di attenzione alle esigenze genitoriali dei free-lance/artigiani/ecc.
Forse, la cosa positiva, è che a queste mancanze siamo già abituati e abbiamo trovato da tempo delle soluzioni “do it yourself” per superare momenti bui.
Per quanto riguarda i dipendenti, oggi ci ritroviamo con persone che dalla prossima settimana ricominceranno a lavorare fisicamente in ufficio e non avranno le scuole aperte dove mandare i loro bambini come da precedente organizzazione, non potranno fare affidamento a baby-sitter e nonni e io mi chiedo…come si farà?


M: Tricks che ti hanno “svoltato” la quarantena? 
L: Costruire dei luoghi speciali a casa come la tenda da indiani che da settimane è nel nostro studio e dentro la quale tutti noi assieme, o a turno, ci rifugiamo per qualche ora.


M: Cosa ti manca della vita prima del lockdown?
L: Mi manca stare vicino ai miei genitori e ai mie fratelli e nipoti
mi manca vedere i miei amici. Mi manca andare in un prato, in un bosco, al mare, al lago, in montagna con Giovanna e Francesco.
Mi mancano tutti i bellissimi viaggi che avevo programmato in questi mesi.


M: E quello che pensi ti mancherà dopo?
L: Mi mancherà il tempo assieme noi tre, mi mancherà anche il tempo per me che -se pur poco- sono riuscita a ricavarmi in questa situazione.
Mi mancherà disegnare, mi mancherà occuparmi del mio piccolo brand @Bagni_Luisa come sto facendo ora che ho un pò più di tempo, mi mancherà la città senza auto, mi mancherà la natura che ora si fa sentire come non mai.


M: Messaggio positivo da mamma?
L: Usate questo momento per vivere tutta la vostra famiglia, create delle cose, dei momenti speciali che, tra mesi e anni, diventeranno ricordi indelebili di questi strani, assurdi giorni.

Grazie Luisa, spero davvero di vederti presto!

Un abbraccio -con le dovute distanze-

M.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: