MAL COMUNE/ MEZZO GAUDIO. CHIACCHIERE TRA MAMME IN QUARANTENA.

Sono passate molte settimane da quando la vita di tutti quanti è cambiata. I primi tempi sono passati veloci. Un mix di emozioni contrastanti hanno fatto capolino nelle case di tutti: la preoccupazione per ciò che ci attendeva mescolata alla novità di avere tempo (un lusso che prima ci sognavamo!) da dedicare alle attività “di una volta” a cui noi, famiglie moderne, non eravamo abituate: e via di panificazione generale e lavoretti!

Poi i giorni sono diventate settimane e le settimane mesi e l’entusiasmo ha fatto spazio ai pensieri sul futuro, ma non quello che ci immaginavamo fino a prima dell’inizio della pandemia fatto di viaggi e sogni e chissà quali orizzonti. Il futuro è diventato molto più vicino e molto meno romantico: fase 2, rette scolastiche, come proteggiamo i nonni?, il lavoro, le tasse e quando viaggeremo di nuovo?, cambierà ogni cosa…ecc ecc ecc.

Tutto questo, noi genitori, l’abbiamo affrontato con uno zaino un pochino più pesante e non tanto per il forte senso di responsabilità verso i nostri cuccioli (perchè alla fine si è in apprensione per il loro futuro) quanto per lo sforzo di non far passare tutte le ansie e le preoccupazioni proprio ai più piccoli, vittime emotive apparentemente asintomatiche.

Diciamo che una netta distinzione dev’esser fatta tra chi la quarantena la sta affrontando SENZA figli e chi invece ha dovuto, in un lampo, costruire da zero un nuovo ménage familiare costituito da equilibri, tempi, modi, spazi ed esigenze di tutto il branco. Che nessuno si offenda, è proprio una questione oggettiva: più persone, più esigenze, più sforzi, più pazienza, più discussioni, più cuori. Chi di noi (genitori) non ha invidiato, anche solo per un minuto, la coppia di amici senza figli che al messaggio “come state? Cosa fate?” ha risposto: “noi ok, io ho tirato fuori la play e io ho fatto la maschera nuova ai capelli e poi abbiamo visto tutta la serie nuova su Netflix… ecc.” Tutti a cercare di combattere la noia con hobby, attività, musei, libri mentre noi abbiamo ancora meno tempo di prima. J

Arrivo a fine giornata, al termine di queste lunghissime giornate, con un esame di coscienza che pesa ancora di più: “Avrò fatto bene o male? Succederà anche alle altre famiglie? Chissà se anche gli altri bimbi stanno manifestando il loro disagio con “capricci strani” come fa Anita…? Sarò solo io a pensare così? E il rapporto di coppia? Se superiamo anche la quarantena diventeremo vecchi insieme..per forza!” e via così.

Ho pensato di contattare e provare a chiacchierare con alcune amiche mamme che stanno affrontando la quarantena per trovare spunti di riflessione, rassicurazioni e conforto. Si dice “mal comune, mezzo gaudio”. Spero solo di portare un pò d’aria fresca…

Un abbraccio -con le dovute distanze-

M.

  1. Eh si cara Michela…anche io mi trovo a fine di queste lunghe giornate con sensi di colpa e tante domande. La mia peggiore paura è quella di non aver edificato bene il mio tempo con mio figlio, di averlo piazzato per troppo tempo davanti ad un tablet o davanti ai cartoni per riuscire a fare due cose in casa, o di non averlo fatto sfogare a sufficienza.
    Al momento fa capricci che mai aveva fatto. Diventa ribelle ad ogni minima imposizione. Non so se gli manchi il nido e quella routine confortante che a noi mamme sembra mancare di più, ma la sua serenità è per me prioritaria e mi sembra che la stiamo perdendo di giorno in giorno. Non riesco più a svegliarlo presto o a fargli fare il pisolo al pomeriggio di una sola oretta come avrebbe bisogno e mi ritrovo alle 11 di sera con lui che ancora scorrazza per casa. I miei sensi di colpa sempre più grandi per non aver saputo, neanche oggi, riuscire a dargli quella regolarità in orari e abitudini di cui i bambini piccoli hanno tanto bisogno. Grazie per le tue parole.
    Conforta sapere che siamo sulla
    Stessa barca con altri. Ti abbraccio (con le dovute distanze)!

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