#STATEACASA * FAMIGLIA RELOADED

Ok, ci siamo. Più veloce di quanto tutti pensassero e tanto più rapido di quanto scongiurassimo, il Coronavirus è arrivato in Italia da qualche settimana.

Questa cosa ha colto tutti un pò alla sprovvista, nonostante le notizia della sua diffusione dall’altra parte del mondo, tutti pensavamo che qui non sarebbe mai arrivato quel virus che aveva trasformato regioni super popolose in vere e proprie città fantasma. E invece…e invece ci siamo sbagliati.

E ci siamo sbagliati su molti fronti, purtroppo. La comunicazione allarmista dello Stato prima, le smentite poi, i giornali e i media impazziti, le conferme, le zone rosse e gialle, gli ospedali che iniziano a lavorare senza sosta, le nuove misure del governo (più o meno efficaci) e l’ignoranza della massa che continua a non capire nè ascoltare le raccomandazioni.

Una situazione così non me la sarei mai immaginata. Mai. Ma ci siamo dentro e l’unica cosa che possiamo fare -TUTTI- perchè questa situazione passi il prima possibile è cercare di essere responsabili ed agire solidali. Poche regole in realtà:

  • rimanere a casa e uscire solo se necessario;
  • mandare una sola persona per famiglia a fare la spesa in modo da evitare esposizione;
  • ridurre i contatti e le uscite per qualche tempo.
  • Fine.

Lavarsi le mani mi sembra così ovvio che non vorrei scriverlo anche se abbiamo avuto l’ennesima conferma che non si può fare affidamento sul buon senso delle persone quindi:

  • lavarsi bene le mani!

I bimbi sono a casa da diverse settimane (noi una in più causa influenza! Abbiamo vinto una medaglia vero?) e, oltre a doversi organizzare con il lavoro, molte mamme sono entrate in panico/ esaurimento/ sbattimento cosmico perchè:

“non si sa più cosa far fare ai bambini”, “perchè i bambini si annoiano” “idee su come riempire il tempo dei bambini?” ecc ecc ecc.

Ero un pò intimorita all’idea di “dover stare a casa con la bambina tutto il giorno” ma perchè, forse, non avevo avuto la possibilità di viverla nel modo giusto fino ad oggi. Penso che questa convivenza obbligata abbia rafforzato il mio legame con Anita.

Sono una libera professionista e, come tale, lavorare da casa (senza orari, con le domeniche che diventano martedì e viceversa) è una consuetudine. Con il tempo ho imparato a non distrarmi (lavatrici and co.) a gestire tempi e ritmi, ad incastrare tutto per riuscire ad arrivare dappertutto. Ma ovviamente, con i bimbi a casa, quel tutto cambia. Inesorabilmente.

I primi giorni, i più difficili, mi pareva un’impresa impossibile: ogni 10/15 minuti c’era una vocina dall’altra parte della casa che reclamava la mia presenza:

“mamma giochiamo?” “mamma facciamo?” “mamma, mi leggi qui?” “maaammaaaaa…”

Presente? Immagino di si! Arrivavo a sera sfinita e con un accumulo di mail che neanche dopo due settimane senza wifi! Ho pensato e riflettuto rispetto a questa situazione. Ho cercato di capire la strada da percorrere. Ma la soluzione era ancora più semplice di quanto pensassi.

Scrive lettere: a Babbo Natale con largo anticipo che si sa mai di questi tempi!

Faccio spesso questo “esercizio” quando non so bene come comportarmi con Anita. Cerco di ricordarmi come si comportavano i miei genitori, i miei nonni, le persone che si prendevano cura di me quando ero piccola.

Ed il gioco è fatto!

Mi spiego meglio.

Quando ero piccola io (che non è che parli di chissà quanti anni fa…occheiii???? J) genitori e nonni mica ce l’avevano tutto quel tempo/ energie da dedicare ai figli/nipoti/ecc. Che non voleva dire abbandonarci chissà dove, semplicemente il rapporto era diverso, loro erano gli adulti e noi i bambini! Loro lavoravano e noi giocavamo. Non ci facevano fare i lavoretti -perchè per quelli c’era scuola e asilo- non ci organizzavano i pomeriggi -catechismo escluso- ci lasciavano giocare insomma.

Il che significava -per me figlia unica e più piccola dei bambini del cortile delle case popolari dove vivevamo- ARRANGIARSI, ANNOIARSI, TROVARE E INVENTARE IL MODO DI GIOCARE, DI PASSARE IL TEMPO, DI VIVERE L’ETA’ CHE AVEVO. (Ci è mancato davvero poco che mi scendessero due lacrimoni di nostalgia mentre pensavo a quante formiche avevo contato girare nell’aiuola di quel cortile!)

Organizza baccanali e pic nic per i suoi amici (immaginari e non).
Stende panni tuuuutto il giorno!

Tutto questo per dire che, a mio avviso, noi mamme abbiamo una bella occasione per cambiare #mood (o atteggiamento che mi piace di più), per riappropriarci dei tempi, dei ritmi da dedicare alla famiglia. Trasformiamo quello che sta accadendo in qualcosa di positivo. Fino a poche settimane fa il tempo era il bene più prezioso che mi mancava. Ora ce l’ho e sarebbe stupido non sfruttarlo ma facciamolo nel modo giusto e più sano per tutti! No panic, no stress! Dobbiamo esserci per i figli, ma dobbiamo anche saper stare un passo indietro per farli crescere e vederli diventare grandi.

E’ solo questione di riprendere i ritmi, di pensare alla nostra infanzia e riproporla ai nostri piccolini rivisitata, adeguata ai nostri giorni ma sana e semplice. Lasciamo che i nostri figli si annoino, che imparino -come facevamo noi- a giocare con “il niente”, diamo loro questa grande opportunità e concediamoci una tregua anche noi mamme!

Non sentitevi in colpa, sarà bellissimo. Davvero!

#STATEACASA

Ci sentiamo presto! M.

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