UN CAFFE’ CON…NATALIA!

Che cosa hai fatto di bello? Vacanze? Ritmi lenti? Baccanali infiniti?

Ma ora tutto è, più o meno, tornato al suo posto: sveglia, asilo, lavoro, cene e pranzi da preparare, lavatrici, divano.

E allora perchè non prenderci un momento per noi: un caffè, un the, un succo in compagnia di Natalia, una splendida mamma Americana “made in Italy”?!

***

Da quanto tempo sei mamma?

Da poco più di un anno.

Che lavoro fai? e come fai a conciliare i tuoi impegni di mamma? 

Faccio la modella, scrivo per alcuni giornali e occasionalmente lavoro come attrice.

Ho avuto un ritorno al lavoro molto soft e graduale. Essendo freelance ho potuto seguire i miei tempi e ho ricevuto comprensione da parte dei miei agenti. Allo stesso tempo mi sono portata molto spesso Leo sul set con la nanny. Ho avuto la fortuna di avere la mia mamma pronta ad aiutarmi nei momenti di lavoro più intensi: sfilate o shoot in location. Questa settimana, per esempio, sarò sul set per diversi giorni e potrò contare sul suo prezioso aiuto.

A Los Angeles, dove vivo, tutto è molto diverso ma mi ritengo una persona fortunata: in questo primo anno essere presente nella vita del mio bambino era una priorità -i giorni da cucciolo non tornano per nessuno!- ma ho potuto contare sull’aiuto di nanny fidate che mi hanno dato una grande mano in tutto.

Qual’è stato il momento più faticoso nella tua vita da mamma?

Quando mia mamma è partita da Los Angeles e Leo aveva poco più di un mese. Penso che quello sia stato il momento più faticoso per me. Io abito in California, ma la mia famiglia vive in Italia, anche se mia madre è spesso in Costa Rica, il suo paese di origine.

Mia madre è arrivata a novembre e Leo è nato il 9 dicembre, una settimana in anticipo. Il suo aiuto è stato fondamentale: si è presa cura di me nel momento più delicato e fragile della vita di una donna. Quante lacrime quando è partita la prima volta! Era gennaio, il mio fidanzato stava iniziando una nuova avventura lavorativa, la mia famiglia era lontana e io mi sono sentita, per la prima volta, come spaesata in un mondo completamente nuovo: dovevo prendermi cura di una creatura piccola, indifesa, che aveva bisogno solo di me, solo della sua mamma.

Non dormivo molto, non mangiavo abbastanza. Ma non perchè lo volessi: ora c’era Leo, e tutto il resto passava in secondo piano. Lo allattavo, giorno e notte, ero stanca. Non vorrei venire fraintesa, ero anche immensamente felice e i ricordi di quelle giornate, di Leo ed io da soli a casa, sono pieni di tenerezza e tra i più speciali della mia vita.

Ma ero sfinita. Non sapevo come si mettesse a nanna un piccolino, nessuno me lo aveva mai detto! Ricordo che un giorno sentii la mia nonna materna in Skype dire sottovoce a mia madre che mi vedeva “a pezzi” come mai fino ad allora. Dopo un mese mia mamma tornò da noi per la seconda volta con la sua energia e con il suo amore. Ci coccolava, cucinava per noi, si è presa cura di me e di Leo (insegnandomi a metterlo a letto la sera per esempio!): ho dormito due giorni di seguito, svegliandomi solo per allattare e mangiare.

 Al momento della partenza, dieci giorni dopo, avevo un’energia diversa, nuova: ero più forte. L’ho abbracciata e baciata in un “per sempre riconoscente arrivederci” senza lacrime e con il cuore sereno.

Mi dici uno (e solo uno) dei tuoi trick meglio riusciti con il tuo bambino?

Credo di seguire il mio istinto in un modo molto naturale, come mamma, e da lì tutto il resto sembra cadere al suo posto. 

Se potessi tornare indietro, cosa rifaresti e cosa no durante il primo anno di vita del tuo piccoletto?

Farei tutto uguale: so di avere dato il massimo assoluto che potevo dare. C’è una parte di me, però, che vorrebbe tornare indietro ai primissimi mesi per stringere Leo ancora così piccolino, godermelo veramente, con la consapevolezza di oggi -perché i piccoli crescono, ma anche noi cresciamo immensamente in questo primo anno da mamme-: ma è impossibile. Quei primi mesi così intensi a causa degli ormoni, dell’allattamento appena iniziato, il poco riposo e tutte le novità, volano via così in fretta. Guardando le foto sembrano così lontani e Leo così piccolo piccolo, un po’ mi manca.

Sei felice?

Tanto. 

***

Grazie Nat, grazie per aver condiviso questi ricordi.

A presto, M

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