CHE FATICA…

E’ un pò che non scrivo, non aggiorno, non dedico del tempo a questo progetto che sto cercando di portare avanti…mi dispiace. Ma mi dispiace davvero perché scrivere mi da soddisfazione. Scrivere mi aiuta ad esprimere ciò che penso, mi serve a chiarire le idee, mi facilita nel mettere in ordine i pensieri, scrivere è necessario perché io riesca a memorizzare meglio qualunque cosa: spesa, ricordi, emozioni…

Ma, come sappiamo, il tempo sembra essere sempre troppo poco per tutto, per non parlare delle cose che ci piacciono! Quindi corriamo, ci facciamo in quattro per riuscire ad arrivare dappertutto a discapito della “qualità”: nostra e degli impegni a cui dobbiamo adempiere.

Ho trovato questo breve scritto sulla pagina di una mia cara amica. L’ho letto, non solo una volta. L’ho letto piano. L’ho letto fermandomi ogni tanto a pensare, a ricordare, a rivivere quei momenti descritti, riprovando le sensazioni e le emozioni.

C’è qualcosa di profondo, di vero, di sincero in queste parole.

***

“Ieri, ad un compleanno, 
una mamma visibilmente stanca ad un certo punto si è lasciata andare alla frustrazione:
il bambino non voleva assolutamente scendere dalle sue braccia,
il lamento era continuo e, 
ascoltando per caso un suo discorso con un’amica,
sembrava andare avanti così da giorni.

Ad un certo punto,
con le lacrime agli occhi e quasi dimenticandosi di tutta la gente intorno,
ha urlato:
“Basta! Sono stanca! Ti prego lasciami stare un attimo!”

Accortasi della gente che la guardava,
con le gote piene di vergogna ha lasciato il bambino al papà ed è uscita di corsa.

Un pugno al cuore.
Ogni mamma, che sbotti o no,
conosce la sensazione di essere arrivata al limite del possibile
.

Sono uscita poco dopo e l’ho incrociata.
Parlava con delle signore distrattamente.
Sorrideva più rilassata ma pensierosa,
quasi costretta.
A giudicare dalla faccia, 
l’aveva appena sciacquata di fretta non asciugandola con cura.

Si guardava intorno, si perdeva nei discorsi, respirava e buttava fuori aria dalla bocca,
insieme al fumo di una sigaretta.

Ad un certo punto, dal fondo del corridoio il suo bambino l’ha vista da lontano e le è corso incontro.
“Mamma!” ha urlato lui.

Lei ha spalancato le braccia e stringendolo a sè ha detto pentita:
“Amore mio.”

Non lo ha lasciato più un attimo.
Gli ha baciato le manine, lo ha guardato in silenzio per lunghi secondi.

Le mamme hanno bisogno di questo,
di esplodere ogni tanto.
Di sentirsi meno mamme per un secondo, 
per poi ricordarsi che senza questi figli non saremmo niente.
Hanno bisogno di sbattere le porte,
di lamentarsi, di dire basta e sgridare per poi sentirsi in colpa…
e magari pure durante.
Si portano dietro quel peso per giorni,
cercando di rimediare,
sentendosi male.

Se vedete una mamma che scoppia non giudicatela:
non usate parole stupite e nemmeno sguardi compassionevoli.

Sorridetele e non dire niente.
Reggetele una borsa,
ditele che succede anche a voi.

Che non siamo invincibili solo perchè siamo mamme.
Ditele che siamo donne.
Che siamo umane.
Che siamo vulnerabili e stanche,
che non è sbagliato lasciarsi andare.
Che siamo sostituibili per un minuto ed a volte anche per qualche ora, quando ci perdiamo e non sappiamo come fare.
Diteglielo.

Non ditele che è esaurita.
Che forse sbaglia.
Non ditele di calmarsi.

Una mamma si rimprovera da sola,
se vuole un aiuto solo, quello si chiama comprensione”

***

Vi auguro di essere felici spesso, perchè sempre non si può.

Un abbraccio grande, Miz

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2 Comments

  1. Questo post me lo stampo! … alleggerisce il cuore ;)… il mio bimbo ha 7 mesi oggi ed ora è a godersi il primo pomeriggio di primavera con la nonna… una delle prime volte ;)))

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